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Sei un’estetista e vuoi metterti in proprio? Ecco qualche utile consiglio per aprire la Partita IVA

Diventare estetista e lavorare in proprio è una scelta importante: si diventa imprenditori a tutti gli effetti, con tutti gli oneri e gli onori del caso. Tra cui l’apertura della Partita IVA.

Per questo è fondamentale prendersi il tempo necessario per ponderare bene la propria decisione, senza farsi influenzare da fattori esterni.

Ad esempio, aprire la Partita IVA come estetista solo perché il tuo titolare non vuole prendersi la responsabilità di avere risorse dipendenti non è una motivazione sufficiente per compiere questo passo. Quel che serve non sono pressioni esterne ma un progetto chiaro e ben definito: si tratta di scegliere della tua vita, della tua carriera, assumendotene le tue responsabilità, soprattutto in termini gestionali.

Aprire la Partita IVA e lavorare in proprio come estetista significa infatti essere totalmente autonomi, ma allo stesso tempo bisogna rendersi conto che si perdono i vantaggi di cui può godere un lavoratore dipendente, come ferie, malattia ecc.

Per questo motivo è opportuno chiedere consiglio a un commercialista, che saprà indicarti la soluzione migliore per le tue esigenze. Quali sono le estetiste che decidono di aprire la Partita IVA? Vediamo i 3 casi principali:

  • Estetiste che vogliono aprire una propria attività, basandosi unicamente sulle proprie capacità professionali

  • Freelance specializzate in particolari trattamenti estetici, quali ad esempio trucco semipermanente o massaggi. O collaborare con aziende del settore come la cosiddetta “beauty” o “tecnica”, le figure che si occupano solitamente di svolgere giornate “porte aperte” o corsi di formazione per l’utilizzo di un macchinario o di una linea cosmetica

  • A volte un’Estetista si trova costretta ad aprire la Partita IVA perché trova Titolari che non vogliono prendersi la responsabilità di assumere. In questo caso l’Estetista lavora proprio come una dipendente ma con tutti gli svantaggi di una lavoratrice autonoma.

Nel primo caso, aprire la Partita IVA significa costruire a tutti gli effetti un progetto imprenditoriale, aprendo un proprio centro estetico.

Per quanto riguarda le freelance, nella gran parte dei casi si tratta di lavoratrici che offrono prestazioni specifiche, operando in diversi centri oppure di estetiste in grado di eseguire la maggioranza dei servizi le quali tuttavia preferiscono collaborare con più di una realtà.

Il terzo caso delle Partite IVA mascherate, purtroppo, è solo un sintomo della precarietà del lavoro: per questo è importante, prima di diventare lavoratrici autonome, avere le idee molto chiare circa il proprio futuro professionale.

Ho conosciuto infine diverse Estetiste che hanno deciso di aprire la Partita Iva e diventare autonome quando hanno ricevuto troppe scottature da alcuni titolari: ad esempio lo stipendio arrivava sempre tardi, o ne arrivava solo metà; oppure i contributi non venivano versati.

Insomma, dietro l’apertura di una Partita Iva per un'estetista non sempre c’è una situazione serena, come invece dovrebbe essere.

È per questo motivo che, in qualunque caso vi troviate, il nostro consiglio è sempre quello di rivolgersi in via preventiva ad un commercialista serio, il cui compito non è solamente incasellare i numeri ma anche quello di consigliare una strada piuttosto che un’altra sulla base della situazione specifica.

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